A bordo erano circa in 120, moltissime donne giovani con tanti bimbi, alcuni piccolissimi. Nelle ultime 24 ore salvate complessivamente ottocento persone
E’ andato giù poco prima che arrivassero i soccorsi. “Il gommone ha iniziato a sgonfiarsi, le persone sono andate nel panico, qualcuno mi ha spinto facendomi cadere in acqua”. E’ un ragazzo del Camerun a raccontare all’equipaggio della nave Aquarius di Sos Mediterranée le tragiche fasi dell’affondamento del gommone costato la vita a tre giovani donne e ad almeno una ventina di dispersi, tra cui diversi bambini, secondo le testimonianze degli 83 superstiti presi a bordo.
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Due donne, recuperate in fin di vita con i loro bambini, sono morte a bordo della nave. Il team di Medici senza frontiere ha tentato l’impossibile per salvarle ma non ce l’hanno fatta, una terza è morta questa mattina all’ospedale di Sfax dove era stata trasportata d’urgenza insieme a sei bambini in gravi condizioni con i polmoni pieni d’acqua.
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UPDATE Malheureusement, des personnes sont portées disparues – dont des enfants – selon les témoignages des 83 survivants qui se trouvent désormais en sécurité à bord. Aujourd’hui l’#Aquarius continue de patrouiller dans la zone de sauvetage, prêt à sauver d’autres vies 2/2 pic.twitter.com/wBqPui02OL
— SOS MEDITERRANEE (@SOSMedFrance) 28 gennaio 2018
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“La scena era devastante – racconta uno dei medici del team – arrivavano a bordo molti casi gravissimi, uno dietro l’altro, persone incoscienti e che non respiravano piu”. “Abbiamo affrontato un salvataggio molto critico – conferma Klaus Merkle, capo delle operazioni a bordo della Aquarius – quando i nostri mezzi sono arrivati il gommone era già sgonfio da un lato e c’erano persone in acqua. Alcuni avevano già perso conoscenza quando sono stati recuperati”.
Fonte: Repubblica on line